Data: 23/03/2018

“Acqua sorgiva, stagione molto piovosa”: in questi anni di scuse ne ho sentite davvero tante. Ma la vera ragione degli allagamenti che a Torre Chianca sono oramai all’ordine del giorno è la mancanza di un'adeguata pendenza del manto stradale. Aspettiamo da anni un ripristino delle strade; pur di non utilizzare i fondi dell'Amministrazione comunale nel 2016, grazie al mio intervento, diverse vie del Lungomare Nord furono inserite nel FAS CIPE, utilizzando proprio quei progetti che da molti anni erano fermi negli Uffici dei lavori pubblici. Si trattava, nello specifico, di Via delle Mimose, Via del Salice, Via Dell'Impia e Via delle Tife. Strade nelle quali vivono famiglie con bambini, che durante tutto l’anno sono impossibilitati ad uscire di casa se non con l’auto e trovano serie difficoltà ad usufruire del servizio di scuolabus. Eppure sono cittadini che, come tutti gli altri, hanno pagato gli oneri di urbanizzazione primaria e secondaria. In più occasioni abbiamo invitato invano l'assessore Delli Noci presso la nostra sede per avere informazioni in merito all'avvio dei lavori, in quanto lui stesso ci confermò che a gennaio si sarebbero svolte le gare d'appalto. Oggi invece sappiamo che dobbiamo ancora attendere per l'approvazione del prossimo bilancio 2018/2020, nonostante fossero interventi già inseriti nel bilancio 2017 e si fossero ottenute tutte le autorizzazioni per il bando di gara. Che ne sarà di questi progetti se il bilancio non verrà approvato, visto le problematiche legate alla politica locale? Tra le varie richieste mai ascoltate ricordiamo quella dell'illuminazione pubblica in via Vincenzo Coronelli (circa 6 pali), inserita nel Project financing della Gemmo. In via Zefiro siamo ancora in attesa della segnaletica orizzontale, dopo il ripristino del manto stradale a cura della ditta dell'impianto di rete fognaria, e di dossi per il rallentamento del traffico. Non dimentichiamo che nessuno si è ancora assunto la responsabilità dello stato in cui versa il campetto sportivo in via del Lilla: regna la più totale mancanza di sicurezza, con reti metalliche appuntite e arrugginite, ovunque decadenti. Eppure questo è, ad oggi, l'unico punto di ritrovo per i giovani del posto. Se non si riesce a pensare ad un presente con un minimo di dignità per tutti i residenti, come si può arrivare a parlare di futuro, di turismo, di grandi progetti? Ci dispiace aver appreso che nel bilancio stesso non compaiono fondi destinati alle marine, neanche per un minimo decoro urbano. La nostra ultima speranza sono nuovamente i progetti FAS CIPE a lungo termine di “Lecce è il suo Mare”. Ancora una volta, spenti i riflettori della campagna elettorale, Torre Chianca rimane come sempre la Cenerentola delle marine leccesi. Daniele Biasco